Tempi medievali

  1. Che cos’è il Medioevo?
  2. Politico, sociale, economico, religioso
  3. Che cos’è il Maestro dei Menestrelli?
  4. Che cos’è il Clero?
  5. Che cosa erano i Servi di Gleva?
  6. Che cos’è il feudalesimo?
  7. Bibliografia

1.- Cos’è il Medioevo?

Il Medioevo è il periodo della storia europea dalla disintegrazione dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo al XV secolo. Tuttavia, le date precedenti non devono essere prese come riferimenti fissi: non c’è mai stata una rottura netta nello sviluppo culturale del continente.

Il periodo medievale, Medioevo o Medioevo, erano i tempi più di 800 anni fa. Nel Medioevo c’erano molti castelli (con i loro re, conti, guerrieri, contadini e giullari). C’erano anche molti conventi e i loro monaci erano i più alfabetizzati. C’erano anche molti mercati delle pulci.

2.- Effetto politico, sociale, economico, religioso.

Politico

La struttura politica ed economica predominante del Medioevo era il feudalesimo. Questo sistema si sviluppò in risposta alla disintegrazione dell’autorità centrale e al caos sociale che sorse dopo la fine del dominio romano.

Una gerarchia di uomini potenti, governata dal nuovo sistema di vassallaggio e divisione territoriale in feudi, sostituì il vecchio sistema romano di imperatore, senato, provincia, città e paese.

Sociale

Il Medioevo fu un periodo in cui la società era caratterizzata da una grande disuguaglianza di classe. C’era solo un piccolo gruppo di persone che erano libere; il resto era sottomesso e non poteva lasciare la terra dove era nato, un sistema che era conosciuto come la servitù della gleba.

Le classi sociali erano tre:

1.- La nobiltà

Era costituita dal re, il signore e i suoi vassalli. Era composto principalmente da persone di origine franca o germanica.

2.- Il clero

Oltre alle funzioni religiose, aveva un ruolo trascendentale nella società e nella cultura, perché i suoi membri ricevevano un’istruzione superiore che li metteva in grado di guidare la società. Un aspetto interessante della costituzione clericale medievale è che, mentre era spesso composta da nobili, non escludeva che anche umili contadini potessero essere ordinati sacerdoti.

3.- Popolazione contadina

Questa era la base della piramide sociale. I suoi membri, tranne alcuni che erano rimasti liberi, dipendevano da qualche signore, per nascita o per eredità. Il contadino o il servo della gleba non era proprietario della sua persona, perché era parte della gleba o della terra, e non poteva lasciarla senza il consenso del signore. Forse il suo più grande vantaggio era che non poteva essere sradicato dalla tenuta, perché era legato ad essa praticamente come un inquilino perpetuo.

Economico

Le relazioni feudo-vasali tra gli individui, che ha più a che fare con il mondo dell’agricoltura. La campagna era dominata dall’agricoltura di sussistenza. I prodotti erano ottenuti su piccola scala, utilizzando tecniche agricole relativamente primitive. L’obiettivo del feudo era l’autosufficienza.

Le relazioni tra le gilde. Nelle città le corporazioni (raggruppamenti di artigiani) davano potere all’economia locale e impedivano l’espansione della produzione e del mercato: le attività commerciali tra regioni e/o paesi erano fortemente limitate, poco sviluppo tecnologico, carenza di capitali, nessuna facilitazione per la mobilità degli individui.

Religiosa

L’unica istituzione europea con un carattere universale era la Chiesa, ma anche al suo interno c’era stata una frammentazione dell’autorità. Tutto il potere all’interno della gerarchia ecclesiastica era nelle mani dei vescovi di ogni regione.

Il papa aveva una certa preminenza basata sul fatto che era il successore di San Pietro, il primo vescovo di Roma, al quale Cristo aveva dato la massima autorità ecclesiastica. Tuttavia, l’elaborata macchina del governo ecclesiastico e l’idea di una Chiesa guidata dal papa non si sarebbe sviluppata per altri 500 anni.

La Chiesa si vedeva come una comunità spirituale di credenti cristiani, esuli dal regno di Dio, in attesa in un mondo ostile del giorno della salvezza. I membri più importanti di questa comunità si trovavano nei monasteri, sparsi in tutta Europa e lontani dalla gerarchia ecclesiastica.

In seno alla Chiesa c’erano tendenze che aspiravano a unificare i riti, il calendario e le regole monastiche, opponendosi alla disintegrazione e allo sviluppo locale.

Accanto a queste misure amministrative si conservava la tradizione culturale dell’Impero Romano.

Nel IX secolo, l’arrivo al potere della dinastia carolingia segnò l’inizio di una nuova unità europea basata sull’eredità romana, poiché il potere politico dell’imperatore Carlo Magno dipendeva da riforme amministrative in cui utilizzava materiali, metodi e obiettivi del mondo romano estinto.

3.- Cos’è il Mester di Juglaría?

Mester significa mestiere, quindi Mester de Juglaría è il nome dato al mestiere proprio dei menestrelli e anche al modo di comporre e raccontare dei menestrelli, così come al corpo delle opere che hanno creato.

I menestrelli

Nel XII secolo appare nella letteratura della penisola in lingua volgare. Era una letteratura di trasmissione orale, non era scritta e consisteva principalmente in poesie che narravano le persone nelle piazze e nei castelli dei villaggi in cambio di cibo, vestiti o denaro.

Queste persone erano i menestrelli.

I menestrelli sapevano fare altre cose oltre a raccontare storie. C’erano acrobati, funamboli, ballerini e musicisti; la loro missione era quella di intrattenere la gente.

4.- Cos’è il Clero?

Si chiama Mester de Clerecía

All’epoca del mester de Juglaría, nel Medioevo spagnolo, apparve un’attività poetica religiosa, che si chiamava mester de clerecía, perché erano produzioni fatte da chierici e persone colte.

– Erano poemi con autore conosciuto, e non anonimi come nella poesia epica.

– Era poesia erudita.

– In generale, si usava la metrica nota come quaderna via, una strofa di quattro versi alessandrini (14 sillabe) divisi in due emistichi (7 e 7).

– Trattano temi religiosi, vite di santi, miracoli della Vergine e alcune vite di personaggi storici.

– Usano la lingua romanza castigliana per portare alla conoscenza del popolo i temi e testi religiosi che fino a quel momento erano in latino.

Tra i principali rappresentanti, possiamo citare Gonzalo de Berceo e l’arciprete di Hita, Juan Ruiz.

5.- Che cos’erano i Servi di Gleva?

I servitori della Gleva, cioè della terra, erano considerati contadini, allevatori, agricoltori, chiamati servi della gleba, che si prendevano cura della terra del suo proprietario, che chiamavano signore, ricevevano in cambio un’umile abitazione, un piccolo terreno adiacente, alcuni animali da cortile e la protezione contro i fuorilegge e altri signori.

I servi della gleba dovevano consegnare parte del proprio raccolto come pagamento ed erano soggetti a molti altri obblighi e tasse.

Dipendevano dalla terra del signore.

Non avevano indipendenza al di fuori della terra.

Se la terra veniva venduta entravano anche nel lotto.

6.-Che cos’è il feudalesimo?

Il feudalesimo è l’organizzazione sociale, politica ed economica basata sul feudo dell’Europa occidentale durante il IX-XV secolo.

Le origini, le idee e le istituzioni feudali hanno radici tedesche. Era una concezione individualista della politica che si sviluppò di fronte al centralismo e al potere assoluto dei re.

Il feudo era un contratto tipico del Medioevo con cui sovrani e grandi signori concedevano terre o affitti in usufrutto. Chi li riceveva era obbligato a rimanere fedele al donatore come un vassallo.

Bibliografia

www.google.com

www.aldeaeducativa.com

www.monografias/historia/edadmedia/html

www.mitarea.com

Inviato da:

Alcalá Bermúdez, Angel Daniel

munrra78hotmail.com

Guarenas, 17 maggio 2005

Monrra78hotmail.com

Guarenas, 17 maggio 2005

Monr.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *