Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (MCS)

Sono stato informato che in Italia 4 000 persone soffrono di sensibilità chimica multipla, una sindrome immunotossica infiammatoria che causa la perdita irreversibile della capacità di tollerare gli agenti chimici;

MCS è una sindrome multisistemica di intolleranza ambientale che causa malattie invalidanti che colpiscono diversi sistemi fisiologici: sistemi renale, cardiovascolare, respiratorio, digestivo, tegumentario, neurologico, muscoloscheletrico ed endocrino-immunitario. I sintomi appaiono in risposta all’esposizione a molte sostanze chimiche indipendenti che si trovano nell’ambiente. Si tratta di uno stato di infiammazione cronica che porta frequentemente allo sviluppo di forme di leucemia e tumori: il corpo non può tollerare nessuna quantità, per quanto piccola, di sostanze chimiche di sintesi presenti nell’ambiente, come pesticidi, disinfettanti, profumi sintetici, deodoranti per uso personale o domestico, carta stampata, inchiostri, plastiche, medicinali, anestetici, tessuti e stoffe, insomma tutti quelli derivati dall’industria petrolchimica. La Sensibilità Chimica Multipla è una delle malattie più gravi conosciute nel mondo, perché comporta una disabilità totale che porta all’isolamento fisico e impedisce qualsiasi forma di vita sociale.

Considerando che è una malattia riconosciuta negli Stati Uniti (35 milioni di malati), e che in Italia non è inclusa nel registro delle malattie rare, nonostante sia stata richiesta quasi dieci anni fa, così che i malati rimangono legalmente invisibili;

Visto la sensibilità europea alla questione “Ambiente e Salute”, evidenziata nel Rapporto HUSS,

Considerando che continuare a ignorare questo problema in Europa significa riconoscere che ci sono ancora cittadini di seconda classe, il cui diritto alla salute non è riconosciuto;

Può la Commissione europea dire se intende sostenere adeguatamente e fornire un valido servizio ai malati dei paesi membri colpiti da questa sindrome, garantendo che la SCD sia inclusa nelle liste nazionali delle malattie rare, con l’esenzione dal pagamento delle prestazioni relative alla diagnosi e ai trattamenti?

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