Profilo di Malcolm X: un punto di riferimento della lotta afroamericana

Il 19 maggio 1925, nella città di Omaha, nacque Malcolm Little, meglio conosciuto come Malcolm X, che fu un sostenitore dei diritti umani degli afroamericani negli Stati Uniti durante gli anni 60.

L’attivista era noto per aver denunciato i crimini di odio razziale ed è considerato uno dei leader più influenti di quella lotta nella storia della nazione americana.

Video per gentile concessione di Youtube

Fin da piccolo, Malcolm è stato circondato da problemi razziali, dopo che suo padre Earl Little fu presumibilmente assassinato da un gruppo che si definiva la Legione Nera, caratterizzato come un’organizzazione di estremisti bianchi, dopo averlo accusato di aver bruciato la loro casa nel 1929.

Gli anni in prigione

Nella sua giovinezza, la vita fu difficile per lui, dopo che fu arrestato a New York City il 12 gennaio 1946, dopo essere stato accusato di trasporto illegale di un’arma, e di effrazione, per cui fu condannato a otto anni di prigione nel penitenziario statale del Massachusetts a Boston.

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Inoltre, durante quel periodo era legato al traffico di droga, al gioco d’azzardo, al crimine organizzato, alla rapina e al pappone.

La sua leadership lo ha portato a incontrare Fidel Castro.

Durante i suoi anni di prigione, si fece chiamare Malcolm X quando divenne membro della Nation of Islam, e dopo la sua libertà condizionata nel 1952, divenne un ministro dell’organizzazione.

Per quasi una dozzina di anni fu il volto pubblico del gruppo, ma le tensioni tra lui ed Elijah Muhammad portarono alla sua partenza dall’organizzazione nel marzo 1964.

Malcolm X accanto al leader Martin Luther king

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L’influenza di Malcolm

Come attivista Malcolm X ha il merito di aver diffuso l’Islam tra la comunità nera e di averla collegata alle radici africane, essendo considerato nel settore come il migliore per esprimere e interpretare le richieste degli esclusi dagli altri movimenti civili.

Nel 1992 uscì il film della sua biografia con il celebre attore Denzel Washington.

Le sue idee contribuirono alla creazione delle basi del Black Power Black Arts Movement, che le generazioni successive degli anni ’80 e ’90 avrebbero identificato con Malcolm X.

La sua morte

L’attivista fu assassinato il 21 febbraio 1965, nella sala da ballo Audubon a Manhattan, mentre teneva un discorso ad una riunione dell’Organizzazione dell’Unità Afroamericana. Lì gli hanno sparato al petto con un fucile a canne mozze.

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