Novità

L’emoglobinuria notturna parossistica (o sindrome di Machiafava-Michelli) è una patologia rara, acquisita, cronica che si verifica come conseguenza di un’espressione clonale, non maligna, di cellule progenitrici ematopoietiche che hanno acquisito una mutazione somatica nel gene PIG-A (braccio corto del cromosoma X). Questo gene codifica per un enzima che catalizza il primo passo nella biosintesi del gruppo di ancoraggio del glicosil-fosfatidil-inositolo (GPI), condizionando così la mancanza totale o parziale di espressione delle proteine ancorate alla membrana GPI, come CD55 e CD59.

Questo porta all’azione del complemento sugli eritrociti che mancano di queste proteine e alla conseguente emolisi. L’intensità dell’emolisi dipende dalla dimensione del clone, dal grado di rottura delle cellule e dall’attivazione del complemento.

Anche se questa mutazione si manifesta clinicamente sugli eritrociti, risulta anche in un’espressione assente o diminuita di altre proteine di membrana sui leucociti: CD14 sui monociti e CD16, CD24 e CD66b sui granulociti.

In questa patologia si possono distinguere due tipi di cellule: cellule HPN tipo II e HPN tipo III. I primi sono parzialmente carenti di GPI (e delle sue proteine associate) mentre i secondi sono totalmente carenti.

Ci sono tre tipi di PNH:
– PNH classica con un clone di granulociti vicino al 50% ed evidenza clinica di emolisi intravascolare o trombosi senza evidenza di fallimento del midollo.
– PNH nel contesto di un’altra patologia ematologica, che presenta un clone di granulociti inferiore al 30% e una chiara evidenza di emolisi con un’altra patologia midollare associata (anemia aplastica, SMD o mielofibrosi primaria, ecc.)
– PNH subclinica, che presenta un clone inferiore all’1% ma senza evidenza di emolisi ed è generalmente associata ad aplasia midollare.

Il clone originato da questa cellula mutata e tutta la sua progenie mantengono la loro normale capacità di proliferare e differenziarsi e non sembrano avere instabilità genetica o capacità di trasformazione diversa dalle loro controparti normali.

Le manifestazioni di questa malattia sono l’emolisi intravascolare caratterizzata da un’anemia emolitica cronica con episodi acuti (emolisi notturna con emoglobinuria mattutina), coesistenza molto frequente di un certo grado di insufficienza midollare e trombosi, in particolare in siti insoliti.

A causa della sua alta specificità e sensibilità, la citometria a flusso multiparametrica (MFC) è il metodo di scelta per la diagnosi di questa malattia. Viene utilizzato per il rilevamento e la quantificazione delle cellule con deficit di GPI, così come per la sottoclassificazione del tipo cellulare.

Negli ultimi anni, sono stati fatti progressi significativi nella conoscenza dei migliori marcatori per aumentare la sensibilità e la specificità nella ricerca dei cloni, con alcuni anticorpi tradizionali (CD55, CD66b, ecc.) caduti in disuso.).

Attualmente, l’approccio migliore è la combinazione di un derivato fluorescente della tossina batterica modificata aerolisina (FLAER) e CD157.

FLAER è prodotto marcando fluorescentemente una variante inattiva della proteina aerolisina (tossina batterica). Il reagente si lega selettivamente alle proteine di superficie legate a GPI, ma non si lega alle cellule HPN in assenza di tale ancoraggio. Questo marcatore non viene valutato negli eritrociti in quanto si lega in modo aspecifico.

L’inclusione di questi reagenti ha migliorato significativamente la sensibilità della tecnica, permettendo la chiara identificazione di piccoli cloni.

Dal Cibic, attraverso il servizio 1525 (Studio dell’HPN mediante citometria a flusso), abbiamo le risorse necessarie per lo screening, la diagnosi e il monitoraggio dell’HPN.

Per lo screening iniziale di questa malattia, così come per valutare la dimensione del clone, è preferibile iniziare l’analisi sulle popolazioni di granulociti e monociti (perdita parziale o totale di FLAER, CD16 e CD14, rispettivamente) piuttosto che sui globuli rossi (perdita parziale o totale di CD59) poiché l’analisi su questi ultimi può essere confusa a causa di episodi di emolisi e/o trasfusioni precedenti lo studio.

Le seguenti immagini mostrano la differenza tra un paziente normale e un paziente con cloni HPN.

Tipo di campione, conservazione e spedizione:
In tutti i casi, il campione di scelta è il sangue periferico analizzato con EDTA (si può usare eparina o citrato), escludendo i campioni di midollo osseo, in cui la presenza di elementi immaturi può portare a una diagnosi errata.

Lo stesso deve essere conservato a temperatura ambiente e deve essere inviato al laboratorio entro 24 ore dall’estrazione. Se non può essere processato in quel tempo, deve essere aggiunto lo stabilizzatore TransfixTM, che mantiene il campione stabile per 7 giorni.

Prescrizione disponibile presso Cibic

Riferimento:
1. Bioq. Viviana Novoa. Diagnosi di cloni HPN mediante citometria a flusso. 72° Congresso Argentino di Biochimica.
2. Torreguitart F., Iommi P., Sandoval M., Gaite A., Agriello E. Emoglobinuria parossistica notturna: diagnosi mediante citometria a flusso multiparametrico (SAH). HEMATOLOGY Volume 20 nº 3: 354 – 357 settembre – dicembre 2016.
3. Gabriela Díaz Domínguez. Vianed Marsán Suárez. Amanda Sánchez Ballester. Diagnosi con citometria a flusso dell’emoglobinuria parossistica notturna. Giornale cubano di ematologia, immunologia ed emoterapia. Volumen 35, Nro 1 (2019).
4. Guidelines for the Diagnosis and Monitoring of Paroxysmal Nocturnal Hemoglobinuria and Related Disorders by Flow Cytometry- Borowitz et al. Cytometry Part B (Clinical Cytometry) 78B:211-230 (2010).
5. Parker C, Omine M, Richards S, Nishimura J, Bessler M, Ware R et al. Diagnosi e gestione di emoglobinuria parossistica notturna. Sangue 2005; 106: 3699-709.
6. Hernández-Campo PM, Almeida J, Matarranz S, de Santiago M, Sánchez ML, Orfao A. Analisi quantitativa dell’espressione delle proteine ancorate al glicosilfosfatidilinositolo durante la maturazione di diversi compartimenti cellulari ematopoietici del midollo osseo normale. Citometria 2007; 72B: 34-42.
7. Bioq. Nora Silvia Halperin. Diagnóstico de HPN (Rol de la Citometría de Flujo). Curso ABA 2017.

Para mayor información o consultas:
Settore: Citometría de Flujo
Bioq. Mariel Ambrosi
Tec. María Victoria Rodriguez
Tel: +54-0341-4722424 int. 259

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *