Museo MAXXI / Zaha Hadid Architects (Italiano)

Museo MAXXI / Zaha Hadid Architects, © Iwan Baan
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Roma, Italia

  • Arquitectos: Zaha Hadid Architects

  • Architettura Progetto Area Area: 27000 m²
  • Anno Progetto Architettura Anno: 2009
  • Fotografi Fotografie: Iwan Baan
  • Fornitori Marchi e prodotti utilizzati in questo progetto di architettura
    Fornitori: Sto, Goppion, PBA, Zumtobel
    • Ingegneri strutturali:Anthony Hunts Associates OK Design Group
    • Cliente:Ministero Beni e Attività Culturali – Fondazione MAXXI
    • Luce e illuminazione:Equation Lighting
    • Anno della commissione:1999
    • Architetto:Zaha Hadid Architects
    • Città:Roma
    • Paese:Italia

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    © Iwan Baan
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    Descrizione presentata dal team del progetto. Il museo è stato completato nel 2009, dopo dieci anni di costruzione, e aperto con un’anteprima per il pubblico.

    © Iwan Baan
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    Come dichiarato dagli architetti, il museo “non è un contenitore di oggetti, ma piuttosto una scuola d’arte”, dove i flussi e i percorsi si sovrappongono e si connettono per creare uno spazio dinamico e interattivo. Anche se il programma è chiaro e organizzato in pianta, la flessibilità d’uso è l’obiettivo principale del progetto. La continuità degli spazi lo rende un luogo ideale per qualsiasi tipo di esposizione mobile e temporanea, senza divisioni di muri ridondanti o interruzioni. Entrando nell’atrio, gli elementi principali del progetto sono evidenti: le pareti curve di cemento, la scala nera sospesa, il soffitto aperto che assorbe la luce naturale. Con questi elementi Zaha Hadid intende “un nuovo tipo di spazialità fluida di molteplici punti di prospettiva e geometria frammentata, progettata per incarnare la fluidità caotica della vita moderna”.

    © Iwan Baan
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    Questa dichiarazione degli architetti ha sollevato la questione se il concetto di fluidità del costruito coincida con l’identità di una città “statica” come Roma, e con la sua eredità classica. La risposta della critica e del pubblico è stata positiva. Soprattutto in questo contesto, nel rapporto con i tessuti esistenti, c’è un buon dialogo tra le pareti curve con le facciate neoclassiche simmetriche. Il nuovo organismo include nel suo sviluppo l’edificio anteriore, dalle superfici pulite e cieche sul lato, dichiarando così la fattibilità e la necessità della coesistenza. Il museo è ben inserito nella situazione dell’isolato urbano, prendendo da esso le sue linee guida, e aprendo le sue ali come punti di vista panoramici.

    © Iwan Baan
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    Una particolare attenzione è stata data all’illuminazione naturale, attraverso le sottili travi di cemento nel soffitto, insieme al tetto di vetro e ai sistemi di filtraggio. Le stesse travi hanno un binario inferiore al quale saranno sospese le opere d’arte. Le travi, le scale e il sistema di illuminazione lineare guidano i visitatori attraverso la passerella interna, che termina nel grande spazio al terzo livello. Da qui, una grande finestra offre una vista sulla città, anche se ostruita da un nucleo massiccio.

    © Iwan Baan
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    Il museo partecipa attivamente alla sua posizione – Roma, e il suo primo piano, non in una parte della città vecchia, rimane comunque centrale. Il quartiere Flaminio è stato interessato negli ultimi anni da un programma di rinnovamento per l’attrazione pubblica, l’ultimo è l’Auditorium di Renzo Piano. Il lungo processo di costruzione del MAXXI completa l’idea di una città rinnovata. Inoltre, il MAXXI è il primo museo nazionale di arte contemporanea in Italia. Porterà molta attenzione, da parte del pubblico e dei media, insieme alle attività economiche, rendendo questo museo un punto centrale per Roma, che è in costante ricerca della sua identità contemporanea.

    – Andrea Giannotti

    – Andrea Giannotti

    – Andrea Giannotti

    – Andrea Giannotti

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    – Andrea Giannotti

    – Andrea Giannotti.

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