La nuova era dei divorzi

Nel caso “S. C. contro M. M. G. s/ divorzio”, il capo del Tribunale di prima istanza in materia civile 25, Lucas Aon, ha decretato il divorzio richiesto unilateralmente da un coniuge, in ordine alle disposizioni dell’articolo 480 del nuovo Codice Civile e Commerciale. Questa è una delle misure più richieste dall’entrata in vigore della nuova legge. La sezione 480 stabilisce che “il divorzio è decretato giudizialmente su richiesta di entrambi o di uno solo dei coniugi”. Questo ha fatto sì che un gran numero di persone richiedesse questa procedura davanti ai tribunali. Uno dei casi più insoliti a questo proposito è quello di un uomo che è stato sposato per più di 26 anni con una donna con la quale ha vissuto solo per pochi mesi. Ha formato nuove famiglie e, pensando ai suoi figli, ha deciso di effettuare il divorzio in ordine alla richiesta unilaterale, un fatto che ha facilitato il processo. In questa breve sentenza, il magistrato ha dichiarato “sciolta la comunità con retroattività alla separazione di fatto, nei termini previsti dall’art. 480 della stessa ordinanza. Essere avvisati. Data la natura della petizione, le spese in questo ordine”. L’articolo 480 precisa che “l’annullamento del matrimonio, del divorzio o della separazione dei beni produce l’estinzione della comunità con effetto retroattivo al giorno della notifica della causa o della domanda congiunta dei coniugi. Se la separazione di fatto senza la volontà di unirsi ha preceduto l’annullamento del matrimonio o il divorzio, la sentenza ha effetto retroattivo al giorno di quella separazione”. “Il giudice può modificare la portata dell’effetto retroattivo per motivi di frode o abuso di diritto. In tutti i casi, i diritti dei terzi in buona fede che non sono acquirenti gratuiti sono salvaguardati. In caso di separazione giudiziale dei beni, i coniugi sono soggetti al regime stabilito negli articoli 505, 506, 507 e 508”, chiude questo mandato normativo. Ferma restando la decisione, il giudice ha stabilito che “ai fini previsti dall’articolo 438 del Codice Civile e Commerciale della Nazione, è fissata un’udienza per il giorno XX del 2015 alle ore XX, alla quale le parti dovranno comparire di persona con il legale”. L’articolo in questione afferma che “tutte le richieste di divorzio devono essere accompagnate da una proposta che regoli gli effetti che ne derivano; l’omissione della proposta impedisce l’elaborazione della richiesta. Se il divorzio è richiesto da uno solo dei coniugi, l’altro può offrire una proposta normativa diversa. Al momento di formulare le proposte, le parti devono allegare gli elementi su cui si basano; il giudice può ordinare, d’ufficio o su richiesta delle parti, che siano incorporati altri elementi ritenuti pertinenti”. “Le proposte devono essere valutate dal giudice, che deve convocare i coniugi per un’udienza. In nessun caso il disaccordo sull’accordo sospende l’emissione della sentenza di divorzio. Se c’è disaccordo sugli effetti del divorzio, o se l’accordo normativo danneggia manifestamente gli interessi dei membri del gruppo familiare, le questioni in sospeso devono essere risolte dal giudice secondo la procedura prevista dalla legge locale”, completa l’articolo.

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