Dizionario legale

Playa De Estacionamiento (Ossorio) Luogo, generalmente aperto per parcheggiare (o parcheggiare, come accettato e quindi raccomandato dall’Accademia), veicoli a motore, data l’impossibilità di parcheggiarli nelle strade dato l’enorme numero di essi che circolano nelle città e le difficoltà che causano nel traffico urbano. Di conseguenza, i comuni hanno dovuto indicare le strade e i luoghi pubblici, così come gli orari, in cui è permesso lasciare le auto per un periodo di tempo determinato o indeterminato. Essendo questo insufficiente, i comuni stessi, direttamente o mediante concessioni ad associazioni di beneficenza o società private, delimitano ampi spazi di proprietà comunale, sotterranei o fuori terra, in cui possono essere depositati per una tassa proporzionale alla durata del periodo di parcheggio. Una modalità di questo servizio pubblico è l’installazione, in luoghi appropriati, di dispositivi automatici chiamati parchimetri o misuratori di parcheggio, ai quali, introducendo una certa quantità di denaro, i veicoli possono avvicinarsi e rimanere parcheggiati per un periodo di tempo che lo stesso dispositivo registra allo scopo di far pagare la tariffa stabilita. Generalmente, quest’ultimo sistema è concesso alle aziende private. Tuttavia, poiché tutti questi sistemi non erano sufficienti a risolvere il problema, è emersa una nuova modalità che ha acquisito un volume straordinario e che, in un certo senso, è arrivata a risolvere notevolmente la questione del parcheggio urbano: è la dedizione da parte dei proprietari di lotti situati in aree urbane al deposito transitorio di automobili, facendo pagare un importo adeguato al maggiore o minore tempo di utilizzo del servizio e, talvolta, alla dimensione dell’auto. Questi parcheggi richiedono l’impiego di personale addestrato per il movimento delle auto al loro interno. L’uso dei lotti urbani per i parcheggi ha i suoi detrattori, perché, secondo loro, è dannoso per l’estetica della città. Si è discusso in dottrina sulla natura giuridica della relazione tra il proprietario della spiaggia e il parcheggiatore dell’auto, ma la dottrina prevalente è che la responsabilità del primo può essere assimilata a quella del proprietario di un garage.Plaza (Ossorio) Un luogo spazioso e ampio all’interno di una città, di solito con alberi e giardini, e circondato da edifici pubblici o principali. | Un luogo dove si vendono generi alimentari e dove hanno luogo i rapporti comuni tra vicini e sconosciuti. | Un luogo fortificato, e quindi vietato in linea di principio ai civili o ai contadini. | Lo spazio, il luogo o il posto che corrisponde a una persona in uno stabilimento, locale o veicolo. | Ufficio, ministero. | Città di importanza mercantile. | L’insieme dei mercanti o degli intermediari di un posto di commercio. | Il commercio in generale. | Mercato. | Il luogo, la posizione, il destino. | Vacancy (Dic. Der. Usual.).

Plazo (Ossorio) Termine o tempo stabilito per una cosa. È una parola di uso costante in materia giuridica, perché significa lo spazio di tempo che la legge a volte, il giudice in altre o le parti interessate fissano per il compimento di certi fatti giuridici, generalmente di natura civile o processuale. Couture lo definisce come una misura di tempo fissata per il compimento di un atto o per l’introduzione dei suoi effetti giuridici. All’interno di questo concetto ha due interpretazioni opposte, dato che a volte si usa per indicare il momento a partire dal quale si può esigere un obbligo, e altre volte per stabilire la scadenza di un diritto o la sua acquisizione. (V. OBBLIGAZIONE, PRECISAZIONE.) Termine è anche la rata di un’obbligazione pagabile in due o più rate. (V. OBBLIGO, SCADENZA.) Il calcolo delle scadenze non include il primo giorno, e l’ultimo giorno deve trascorrere completamente. Vale a dire che un termine di due giorni concordato o notificato oggi comprende domani e dopodomani, fino alle 24. Se il termine è ad ore, si conta dal momento in cui si esprime o dal momento della notifica.Termine (Cabanellas) Tempo o lasso di tempo fissato per un’azione. Scadenza, o termine propriamente detto. Il tempo o la parte di un’obbligazione pagabile in due o più rate. Proceduralmente, lo spazio di tempo concesso alle parti per apparire, rispondere, provare, allegare, acconsentire o negare al processo. CERTEZZA. Ciò che è certo di essere compiuto; sia determinato (31 dicembre 2000) o indeterminato (la morte di una persona vivente). IN ANTICIPO. Il periodo di tempo che il datore di lavoro deve dare al lavoratore prima di licenziarlo, in modo che possa cercare un nuovo lavoro durante questo periodo, godendo della libertà durante alcune ore della sua giornata lavorativa. Spazio di tempo durante il quale il lavoratore che intende lasciare un’azienda deve continuare a lavorare, dopo aver notificato la sua intenzione al suo datore di lavoro, in modo che possa trovare un sostituto o prendere le misure appropriate. DELIBERA. Quello concesso a qualcuno in modo che nel suo corso adotti un atteggiamento risoluto. INCERTEZZA. Ciò che soffre di incertezza nella produzione o nel tempo. INDETERMINATO O INDEFINITO. Un tipo di termine certo (v.) quando il termine non è regolato da una data specifica, e dipende da un avvenimento più o meno eventuale nel tempo. GIUDIZIARIO. Quello stabilito dal giudice nell’uso dei poteri discrezionali o in virtù di una disposizione espressa delle leggi di procedura. (v. Termine legale.) LEGALE. Ciò che è stabilito dalla legge, da un’usanza valida, da un regolamento o da un’altra disposizione generale.

Termine Spazio di tempo concesso per compiere un certo atto. È legale se concesso dalla legge, giudiziario, quello indicato dal Tribunale, e convenzionale quello liberamente stabilito dalle parti//Termine o spazio di tempo concesso alle parti per rispondere o provare quanto esposto e negato nel processo.Termine (Couture) I. Definizione. Una misura di tempo stabilita per il compimento di un atto o per la produzione dei suoi effetti legali. (Vedere il termine). II. Esempio. “Può anche essere stipulato nel compromesso … il periodo di tempo entro il quale gli arbitri devono pronunciare la sentenza” (CPC., 545). III. Indice. CPC, 195, 295, 335, 348, 492, 507, 521, 545, 573, 576, 577, 634, 691, 719, 922, 934, 1069, 1071, 1206, 1247, 1253, 1258, 1259. IV. Etimologia. Questa parola deriva dal verbo latino placeo, -ere “piacere” o “trovare o considerare buono”. La forma passiva placitum est, fu usata come impersonale con il significato di “sembra bene che”, da cui “è stato deciso che”, diventando la formula abituale per l’intestazione delle risoluzioni dello Stato e dei giudici. Attraverso questo uso, il significato di “deciso, fissato” fu fissato per la parola placitum, e la data fissata per un procedimento giudiziario, e anche il procedimento giudiziario stesso, fu così denominato. In spagnolo troviamo la continuazione plazo, originariamente “data fissata da un giudice”, che passò nella lingua comune con il significato generale di “data fissa”, e d’altra parte, si prese anche il derivato provenzale plait, che diede pleito “procedimento giudiziario”. V. Traduzione. Francese, Délai; italiano, Termine; portoghese, Prazo; inglese, Term; tedesco, Frist.Plazo Cierto (Ossorio) Quello fissato per concludere in un certo anno, mese o giorno, o per iniziare: dalla data dell’obbligo o altra data certa. (V. UNCERTAINTY TERM.) È anche un termine certo, ma non alla data, quello specificato da un evento di produzione inevitabile, come la morte di una certa persona, che produce, per esempio, l’estinzione di una rendita vitalizia.Termine di citazione (Ossorio) Il termine entro il quale una persona che ha ricevuto una citazione deve comparire davanti a un’autorità giudiziaria o amministrativa (v.).Condizione che contiene una data espressa e la minaccia di qualche pregiudizio se la persona non procede nel modo indicato.Termine convenzionale (Ossorio) Il termine fissato di comune accordo dalle parti.Periodo di ripensamento (Ossorio) Periodo durante il quale una parte contraente può pentirsi dell’accettazione data al contratto.

Termine di favore o di grazia (Ossorio) Estensione liberale di un creditore, dopo la scadenza.Plazo De Las Obligaciones (Ossorio) V. OBBLIGO DI TERMINE.Termine deliberativo (Ossorio) Quello che viene concesso affinché, al suo interno, si adotti un atteggiamento, creativo o risolutivo dei diritti, come beneficio della deliberazione (v.).Termine di preavviso (Ossorio) V. PREAVISO.Termine determinato (Ossorio) Varietà di termine certo (v.) in cui si indica la data completa di inizio e quella del termine.Termine dilatorio (Ossorio) Nelle trattative private o pubbliche, con argomenti o pretesti molto vari, la remissione ad una data successiva delle deliberazioni o delle contrattazioni, con lo scopo di guadagnare tempo e convertire un rifiuto in uno perpetuo o in attesa di nuove circostanze favorevoli. A volte, con questa abilità o malizia, si sorprende la buona fede degli altri e si ottiene una prescrizione favorevole alla manovra dilatoria. Per Plácido e Silva, poco convincente nella specificazione della specie dei termini, il dialtorio è quello estendibile quando già dal suo inizio è stato esteso rispetto alla durata normale o minima.Termine estintivo (Ossorio) Ciò che produce la perdita o l’estinzione di un diritto. (V. PRESCRIZIONE ESTINTIVA.)Termine fatale o improrogabile (Ossorio) Quello che non ammette estensione per legge o per autorità.Termine incerto (Ossorio) Un termine fissato in relazione a un evento futuro, che può non verificarsi o può essere variabile nel tempo. Per esempio, finché qualcuno non è sposato, come le pensioni concesse alle figlie di una famiglia. (V. TERMINE CERTO.)Termine indeterminato o indefinito (Ossorio) Varietà di termine certo (v.) quando non è regolato da date esatte, ma è soggetto ad un evento produttivo variabile, come il pagamento al completamento della stampa totale di un’opera.Termine giudiziario (Ossorio) Quello che un giudice o un tribunale nomina secondo i poteri delle leggi processuali.Termine legale (Ossorio) Ciò che è fissato per legge, regolamento o altra disposizione generale. Si oppone al termine convenzionale e giudiziario (v.).Termine perentorio (Ossorio) Termine perentorio (v.).Termine perentorio (Ossorio) Il periodo di prova normale o prolungato (v.), per la pratica corrispondente delle misure pertinenti.Termine prolungato (Ossorio) Il termine prolungato (v.).Plazo Resolutorio (Ossorio) Ciò che porta con sé l’estinzione o la scadenza di un diritto. (V. TERMINE SOSPENSIVO.)Termine sospensivo (Ossorio) Quello che, alla sua scadenza, origina la nascita del diritto fino ad allora in scadenza. (V. TERMINE RISOLUTORE, TERMINE SOSPENSIVO.)

Plébano O Plebano (Ossorio) Parson (v.).Plebe (Ossorio) A Roma, il gruppo politico e sociale formato dai plebei (v.). | Dal Medioevo, lo stato comune (v.). | Populacho (v.).Plebei (Ossorio) Nel diritto romano antico, plebei erano chiamati, in segno negativo, tutti coloro che non facevano parte del patriziato, composto a sua volta da patrizi (v.) per nascita, e da clienti (v.). I plebei, dice Sanchez Viamonte, non facevano parte della città dal punto di vista politico, essendo considerati come stranieri. All’inizio mancavano lo ius honorum, lo ius suffragi, il commercium, il connubium e i testamenti factio (v.), ma nel corso del periodo repubblicano, e come conseguenza delle continue lotte tra patrizi e plebei, questi ultimi conquistarono gradualmente tutti questi diritti, sia quelli di natura pubblica (compresi i più alti gradi sacerdotali) che quelli di natura privata. Si può dire che l’uguaglianza giuridica assoluta fu raggiunta nel 254 a.C. (V. CONSUL, EDIL, TRIBUNE.) Attualmente il nome plebeo, cioè appartenente alla plebe (v.) o ad essa appartenente, non ha alcun significato giuridico; è usato solo in senso peggiorativo per riferirsi ad atti o pensieri umili.Plebiscito (Cabanellas) Nell’antica Roma, decreto o legge plebea votata dal popolo convocato dalle tribù, proposta da un magistrato popolare (il tribuno della plebe) e in delibera separata dai patrizi e dai senatori. Questi plebisciti o leggi popolari erano all’inizio vincolanti solo per i plebei, finché, man mano che la loro influenza cresceva, divennero vincolanti anche per i patrizi. Nel diritto politico moderno, consultazione diretta del popolo su una misura fondamentale o sul suo desiderio di indipendenza o di annessione. Inoltre, manifestazione organizzata dai poteri dittatoriali per dimostrare o fingere, in assenza di elezioni, che il popolo sostiene la sua politica o la persona del suo leader. In Svizzera è usato come sinonimo di referendum (v.).Plebiscito Una consultazione che le autorità pubbliche sottopongono a un voto popolare diretto per l’approvazione o il rifiuto di una proposta particolare riguardante la sovranità, la cittadinanza, i poteri eccezionali, ecc.Plebiscito (Ossorio) Nell’antica Roma e al tempo della repubblica, le decisioni dell’assemblea della plebe o concilium plebis, che agiva raggruppata per tribù e in virtù della convocazione del tribuno, erano chiamate plebiscitum. | Nel linguaggio moderno, spiega Posada, questo nome viene dato alle risoluzioni prese da un intero popolo con una pluralità di voti e rappresentano gli atti di volontà popolare con cui il popolo esprime la sua opinione su un fatto specifico della sua vita politica. Alcuni autori stabiliscono una certa identità tra plebiscito e referendum, ma più comunemente si considera che il plebiscito rappresenta l’elemento propulsivo dell’attività interna costituzionale (come quando ha per scopo l’adesione ad una certa forma di governo, la designazione della dinastia o della persona che la deve governare, ecc) mentre il referendum è un istituto costituzionale che funziona durante l’esercizio della Costituzione stessa, come per ratificare leggi approvate dal corpo legislativo.

Plebiscito internazionale (Ossorio) Atto con il quale gli abitanti di un territorio esprimono, mediante il voto, il loro consenso o la loro opposizione all’attribuzione, ad un altro Stato, del territorio che abitano (Pfirter de Armas). Questa procedura fu usata in varie occasioni, tra le quali, come sottolinea il suddetto autore, nel trattato di Madrid del 1526, con il quale Francesco I di Francia cedette la Borgogna a Cralos di Spagna; nell’annessione dei vescovadi di Toul, Metz e Verdun, fatta nel 1552 da Enrico II di Francia; nell’annessione dei vescovadi di Toul, Metz e Verdun, fatta nel 1552 da Enrico II di Francia; nell’annessione della contea di Ville de France, fatta nel 1552 da Enrico II di Francia; nell’annessione delle contee di Venesino e Avignone nel 1791 e di Savoia, MUlhouse, Hainaut e Reenina nel 1792; nelle launificazioni italiane dal 1860 al 1870, e in Francia in occasione delle acquisizioni territoriali di Savoia e Nizza nel 1860 e dell’isola di Saint-Barthélemy nel 1877. In tempi più vicini, il plebiscito internazionale è stato utilizzato: nella Saar nel 1935, come conseguenza del Trattato di Versailles, firmato quindici anni prima; nella cessione all’ex U.S.S.R. dell’Ucraina Transcarpazia nel 1945, così come l’adesione di Estonia, Lettonia e Lituania all’ex Unione Sovietica, nel 1950.Pleiteador P Pleitista (Ossorio) Appassionato di fare cause per qualsiasi motivo. | Uno specialista nel prolungare le cause legali che non gli sono favorevoli.Pleiteer (Couture) I. Definizione. Processo; processo; contenzioso. (Vedere queste parole). II. Esempio. “L’atto pubblico rotto o annullato in parte sostanziale…, o in quello che riguarda il plaito non fa fede” (CPC., 359). III. Indice. CPC., 61, 140, 141, 147, 149, 154, 159, 171, 224, 259, 315, 319, 320, 337, 359, 388, 410, 449, 466, 487, 490, 677, 678, 746, 784, 786, 787, 788, 793, 797, 806, 820, 848, 854, 1094, 1136, 1200, 1289, 1292, 1293. IV. Etimologia. Vedere il termine. V. Traduzione. Francese, Litige; Italiano, Lite; Portoghese, Pleito; Inglese, Case, lawsuit, litigation; Tedesco, Rechtsstreit.Pleito Causa controversa davanti ai tribunali. Contenzioso. Discussione.Pleito (Ossorio) Dal suo etimo latino, sentenza o decreto. | Contenzioso giudiziario tra le parti. | Più strettamente, una causa o un processo di natura contenziosa davanti alla giurisdizione civile. | Polemica. | In attesa. | Precedentemente, patto, accordo, regolazione (Dic. Der. Usuale.). (V. GIUDIZIO e specie, PROCESSO e classi.)

Pleito (Cabanellas) Etimologicamente, sentenza, decreto. Contenzioso giudiziario tra le parti. Più strettamente, causa o processo di natura contenziosa davanti alla giurisdizione civile. Disputa, controversia. Litigare, litigare. Precedentemente, patto, accordo, contratto, regolazione, trattato. CIVILE. Contenzioso davanti alla giurisdizione ordinaria su proprietà o possesso di beni, validità delle obbligazioni, stato civile, alimenti e altre questioni familiari, eredità e successioni.LITIGIA CIVILE (Ossorio) Processo contenzioso davanti alla giurisdizione ordinaria, su proprietà e diritti reali, su questioni di stato civile e di famiglia, in relazione a obblighi e contratti, eredità o questioni di responsabilità civile. (V. SENTENZA CIVILE.)Pleito penale (Ossorio) Processo penale (v.).Pleito De Cedula (Ossorio) Nelle cancellerie dei secoli XVI-XVIII, la causa sentita davanti a due o più camere, e davanti al presidente di quel tribunale.Pleito Homenaje (Ossorio) Durante il feudalesimo, giuramento solenne di fedeltà e servizio al re o a un signore.Plena Fe (Couture) I. Definizione. Una misura di efficacia probatoria che consiste nell’attribuire una convinzione completa a quella che deriva da un documento o da una dichiarazione, rendendo superflua ogni altra prova sull’argomento. II. Esempio. “… Ogni strumento pubblico è uno strumento autentico, e come tale è fede piena” (CC., 1574). III. Indice. CPC, 352, 352, 353, 356, 357, 359, implicitamente. IV. Etimologia. Pleno è un derivato colto del latino plenus, -a, -um “pieno, intero”, il cui derivato popolare è appunto pieno. Vedi anche : Fede. V. Traduzione. Vedere Fede.Prova generale (Couture) I. Definizione. Fede piena. (Vedere questo termine). II. Esempio. “I dispacci o i titoli emessi dal governo e dai suoi principali agenti sono anche una prova completa” (CPC., 351). III. Indice. CPC, 350, 351, 434. IV. Etimologia. Vedi Full Faith; Evidence. V. Traduzione. Vedere Piena fede; Prova.Plenario (Ossorio) Seconda parte del processo penale, che inizia quando finisce la prima parte, cioè il sommario (v), sempre che sia stato emesso un atto di accusa. Il plenum inizia con l’audizione del riassunto alla procura e al procuratore privato, affinché decidano nel merito, e alla difesa, affinché presentino la loro difesa, e termina con la sentenza. In alcune legislazioni, la sessione plenaria si svolge oralmente davanti al tribunale collegiale, mentre in Argentina, il riassunto, elaborato dal giudice istruttore, passa al giudice unico per la condanna, fatta salva l’eventuale impugnazione davanti alla Camera d’Appello. (V. ACCORDO PLENARIO.)Plenario (Cabanellas) Pieno, pieno, intero. Realizzato. In materia processuale, un processo in cui il diritto e le rivendicazioni delle parti sono trattati più a lungo; come, nel processo del maggior importo. (v. Processo plenario.) Nella procedura penale, la fase che segue il sommario o riassunto e nella quale si formulano le accuse e le difese.Processo plenario Il processo civile, di ampio respiro, senza limitazione di accuse e prove, in contrapposizione al processo sommario, in cui vi è una limitazione nel suo oggetto, e di conseguenza una minore portata nella risoluzione giudiziaria. Nel processo penale, è la vera fase processuale, in cui si formulano l’accusa e la difesa, e che si supera solo se il procedimento preparatorio o sommario produce prove sufficienti per l’apertura del processo orale.Plenipotenza (Ossorio) Autorizzazione di carattere generale o speciale che i capi di Stato conferiscono a rappresentanti diplomatici o agenti speciali affinché, in loro nome e per loro conto, possano stipulare trattati o accordi internazionali.Plenipotenziario (Ossorio) Nei negoziati tra Stati, il rappresentante che agisce con potere plenipotenziario (v.). | Ministro plenipotenziario (v.), come categoria del corpo diplomatico (v.).Plenario (Ossorio) completo. | Con la presenza e la deliberazione di tutti i suoi membri.

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