Critica letteraria marxista

Come detto sopra, la critica letteraria marxista incolla la sua analisi sotto certe premesse del marxismo e prende come punto di partenza le due idee seguenti:

  1. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro comportamento, ma il comportamento sociale che determina la loro coscienza.
  2. Tutti i sistemi mentali sono prodotti dell’esistenza economica e sociale. Gli interessi materiali della classe sociale dominante determinano i mezzi con cui le persone concepiscono la loro esperienza individuale e collettiva.

Le due idee di cui sopra derivano nel principio del rapporto tra base e sovrastruttura, che è il rapporto di produzione dell’organizzazione economica della società in un certo momento storico e il rapporto dell’insieme di valori, concezioni politiche, giuridiche, morali, religiose ed estetiche così come le istituzioni caratteristiche di un momento storico. Questo implica che ogni cultura o manifestazione di essa è soggetta alle condizioni del suo momento, i rapporti di dominio e subordinazione che governano l’ordine economico e sociale, che a loro volta designano i modi di proprietà e produzione. Un altro aspetto da prendere in considerazione è la concezione dell’arte come portatrice di ideologia.

Diverse forme di critica letteraria marxistaModifica

Nonostante il fatto che la critica letteraria marxista abbia le sue origini nel marxismo, questo non implica che ci sia un’unica linea di analisi, per questo si fa sempre riferimento alle teorie letterarie marxiste. Gli studiosi dell’argomento fanno regolarmente una divisione generale che a sua volta si suddivide: prima fanno una distinzione tra gli autori che hanno sviluppato la loro teoria seguendo fedelmente i postulati di Marx, Engels, Hegel e anche la posizione del Partito Comunista, in questo si colloca Georg Lukács; mentre Theodor Adorno, Walter Benjamin, Lucien Goldmann, Jacques Leenhardt, tra gli altri, si collocano nel campo del neo-marxismo per non prendere come tali gli scritti del marxismo come unica guida per sviluppare il loro pensiero.

Teoria della riflessioneModifica

Georg Lukács è considerato il primo grande critico marxista a sviluppare le sue idee fuori dalla Russia. Critico ungherese responsabile della teoria del riflesso, così chiamata per il presupposto che un testo riflette la società che lo ha prodotto.

Anche se Lukács seguì la linea del Partito Comunista la sua teoria non è del tutto ottusa ma mostra un disprezzo per le avanguardie, perché parte dall’idea che se la letteratura ci fornisce la verità oggettiva, che si manifesta socialmente, uno come scrittore compie un processo di riflessione; poiché attraverso il linguaggio poetico l’autore propaga una tendenza e un’ideologia corretta, altrimenti solo lo scrittore diffonderebbe mere azioni, fatti arbitrari o idee soggettive della realtà.

La base per lo sviluppo della sua teoria era la concezione della dialettica storica di Hegel, che afferma a grandi linee che l’evoluzione storica non è né casuale né caotica, né è una progressione chiara e lineare; e in ogni organizzazione sociale, i mezzi di produzione egemonici danno luogo a contraddizioni interne che si esprimono nella lotta di classe. Così l’opera letteraria attraverso i personaggi e le relazioni tra loro rivela i conflitti di classe, il sistema socio-economico e la politica del tempo, perché gli scrittori creano un quadro della ricchezza e della complessità della società, e da questo emerge un senso di ordine all’interno della complessità e delle contraddizioni dell’esperienza vissuta.

Distanza e contrastoModifica

Mentre Georg Lukács negava le avanguardie, Theodor Adorno credeva che non è solo attraverso il realismo che si raggiunge la conoscenza, credeva che se la riflessione si produce attraverso le leggi dell’arte e dopo l’intervento dell’artista, è ovvio che non può essere un riflesso diretto della realtà sociale, ma un’immagine ampiamente deformata, un’immagine il cui contenuto originale è stato modificato, quindi la teoria di Lukács non ha tenuto conto del lavoro artistico, la manipolazione del materiale effettuata dall’artista.

In breve, Adorno propone un’estetica della negatività, la cui base e analisi si basa sulle opere dell’avanguardia perché crede che l’arte non debba limitarsi a riflettere il sistema sociale, ma debba agire all’interno di quella realtà. L’arte d’avanguardia allude alla realtà sociale attraverso i processi di distanziamento e contrasto, producendo così una sorta di conoscenza indiretta.

L’arte come produzioneModifica

Walter Benjamin fa notare che il concetto di arte e il suo rapporto con il pubblico sono stati modificati dalle innovazioni della tecnologia; perché le innovazioni moderne hanno alterato profondamente la posizione dell’opera d’arte nella società, poiché l’artista è stato visto come un produttore e la sua creazione ha cessato di essere vista come un prodotto autentico, unico e anche il valore storico è stato diluito.Per questo Benjamin sottolinea che l’artista non deve ricorrere allo sfruttamento della tecnologia, ma piuttosto rivoluzionare i mezzi di produzione artistica per politicizzare l’estetica. In modo tale che usare la categoria di produzione e tecnica per l’analisi della cultura. Fondamentalmente il suo pensiero può essere riassunto nelle affermazioni:

  • L’opera d’arte ha il suo posto all’interno del “principio di produzione-riproduzione”
  • La tecnica ha un effetto profondo sull’arte. Una di queste è la trasformazione prodotta dalla meccanica (il caso della riproduzione meccanica della scrittura, della pittura, ecc.).
  • Per stabilire il valore di un’opera d’arte, è necessario prestare attenzione al tipo di lavoro che dà origine a tale prodotto, poiché l’arte perde la sua aura nella riproduzione di massa.
  • L’opera d’arte cambia completamente il suo carattere quando viene consumata da milioni di persone.
  • L’ideale della letteratura deve essere de-automatizzante e liberatorio, non si può più essere originali nei contenuti perché i temi sono gli stessi. Quindi la tecnica, il modo in cui si enuncia il messaggio, sta nel recupero di una coscienza autentica.
  • Le rivoluzioni tecnologiche possono creare nuovi spazi per l’arte, a loro volta le diverse discipline artistiche, come la letteratura, si avvalgono delle procedure di altre discipline, perché l’opera non deve rendere conto solo del progresso ideologico ma anche delle forme letterarie.

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