Come vivere con un workaholic senza separarsi

Di Carolina Thibaud (*)
I “workaholics” o stacanovisti divorziano due volte più spesso di quelli con abitudini di lavoro normali, dice un articolo della rivista Forbes. La statistica, forse più applicabile alla società statunitense che a quella argentina, mostra che il superlavoro ha, nella maggior parte dei casi, conseguenze negative sulla coppia.
“Tutto dipende dal contratto che (implicitamente) ha fatto la coppia”, spiega Perla Pilewski, esperta in questioni di lavoro e membro dell’Associazione Psicoanalitica Argentina. “Se il contratto stabilisce che uno o entrambi i coniugi lavoreranno per molte ore, potrebbe non essere un problema”, dice.
Anche se è vero che non si può generalizzare, è anche chiaro che essere sposati o in coppia con uno stacanovista può avere le sue complicazioni. “Mio marito lavora nella finanza e ho sempre saputo che avrebbe lavorato molto, ma questo non significa che a volte, specialmente quando non sono così occupata, mi sento esclusa o che a volte mi dà fastidio che la sua priorità sia il lavoro”, dice Agustina, 33 anni, sposata da cinque anni con Alejandro, un manager di una banca d’investimento.

Pilewski sottolinea che, proprio come

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