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Abstract

Un’analisi metateorica approfondita delle teorie sociologiche elaborate dai sociologi classici rivela il fatto, sorprendente per la mentalità “moderna” dei sociologi che li hanno succeduti, che la struttura teorica di qualsiasi teoria sociologica è in definitiva incomprensibile senza la considerazione delle emozioni coinvolte nei fenomeni sociali che tali teorie cercano di spiegare o comprendere. L’affermazione di cui sopra può essere vista in L’etica protestante e lo spirito del capitalismo di Weber, una delle cui spiegazioni chiave risulta essere l’umiliazione che la dottrina protestante proietta sui suoi fedeli. Weber ha sostenuto che il dogma della predestinazione, cioè l’impossibilità umana di conoscere i disegni divini, è alla base dell’emergere dell’ethos capitalista. Incapaci di sapere se avrebbero raggiunto la salvezza extramundana, angosciati da questa totale mancanza di certezza, i calvinisti trovarono nel successo intramundano sia una sorta di indicatore dei disegni divini che un rimedio per placare la loro profonda angoscia. Ciò che era importante per Weber, tuttavia, non erano i contenuti cognitivi del dogma della predestinazione, ma lo stato esperienziale in cui essi mettevano il credente. Un’idea non è in grado di avere alcun effetto sul comportamento se non modificando certi stati emotivi del soggetto. L’angoscia, tuttavia, è un sentimento troppo generico e indefinito per conoscere i suoi effetti comportamentali. Un’attenta analisi dell’enorme contenuto emozionale presente nell’opera di Weber rivela che l’angoscia a cui si riferisce sempre è quella provocata dall’umiliazione dell’uomo. Il Dio che la dottrina protestante disegna proietta sull’uomo una triplice umiliazione: egli non può sapere nulla del suo disegno futuro (umiliazione cognitiva); non merita alcun rispetto davanti a Dio (umiliazione valutativa); e non ha diritto alla felicità (umiliazione emotiva). Non è strano, quindi, che l’essere umano abbia cercato un nuovo Dio in cui recuperare il suo orgoglio. Questo è stato precisamente l’espediente della ragione su cui si è basato il cambiamento radicale dei valori che ha dato origine alla nascita del capitalismo. Gli esseri umani che adoravano Dio sopra ogni cosa, finirono per adorare il vitello d’oro. /// Un’analisi molto dettagliata delle teorie sociologiche sviluppate dai sociologi classici dimostra che è necessario considerare le emozioni dei fenomeni sociali per comprendere pienamente queste teorie. Questo principio suona ai sociologi moderni come un’idea molto strana, dato che la scienza sociale moderna ha cercato in tutti i modi di esiliare le emozioni dai suoi modelli teorici. Basandosi sulla sociologia delle emozioni, questo articolo analizza L’etica protestante e lo spirito del capitalismo di Weber da un punto di vista emozionale. Secondo la tesi di Weber, il dogma della predestinazione, cioè la convinzione che tutto ciò che accade è stato deciso in anticipo da Dio, è all’origine dello spirito del capitalismo. Tuttavia, non è solo la credenza, ma l’emozione che questa credenza evoca nei credenti, un’angoscia profonda sul loro destino, ciò che ha orientato i protestanti verso il successo mondiale. Così, un’idea, anche legata ad un valore, non può motivare il comportamento umano senza un’emozione corrispondente. È necessario un sistema specifico delle tre componenti fondamentali di una cultura, cioè cognitiva, valutativa ed emotiva. Tuttavia, dal nostro punto di vista, l’angoscia, un sentimento piuttosto generico, non è in grado di rendere intelligibile la connessione causale tra l’etica protestante e lo spirito del capitalismo. Interpretando il testo di Weber, proponiamo che l’umiliazione sia il sentimento specifico e forte suscitato dalla dottrina protestante. Questa religione ha gettato una triplice umiliazione sugli esseri umani. Primo, gli esseri umani non sanno nulla del loro destino, ma Dio è onnisciente (umiliazione cognitiva). Secondo, gli esseri umani non meritano alcun rispetto davanti a Dio (umiliazione valutativa). E terzo, gli esseri umani non hanno diritto alla felicità (umiliazione emotiva). Questa insopportabile e assoluta assenza di dignità ha creato una forte motivazione per perseguire un rinnovato orgoglio. Poi, un cambiamento radicale di valori ha avuto luogo: dalla salvezza eterna al successo mondano, dalla società tradizionale alla società moderna.

Informazioni sulla rivista

Il REIS è una pubblicazione del Centro de Investigaciones Sociológicas (CIS) e viene edito su base trimestrale. Seguendo le orme dell’Istituto Spagnolo di Opinione Pubblica, fondato nel 1963, il CIS si è dedicato a condurre una ricerca sociale applicata sistematica basata su studi campionari e oggi vanta la più grande banca dati sociologica della Spagna. Il REIS ha seguito la scia tracciata dal suo più immediato predecessore, la Revista espanola de la opinion publica, di cui sono state pubblicate più di 50 edizioni tra il 1965 e il 1977, ed è oggi considerata la più autorevole e aggiornata rivista di Scienze Sociali in Spagna e indispensabile punto di riferimento per i professionisti nei campi della Sociologia e delle Scienze Politiche. L’alto livello di qualità che caratterizza i contributi alla rivista è garantito da un panel anonimo di referee, da un comitato consultivo e da un comitato editoriale composto da rinomati accademici nelle discipline della Sociologia e delle Scienze Politiche.

Informazioni sull’editore

Assegnato al Ministerio de la Presidencia, il Centro de Investigaciones Sociológicas (CIS) è un ente indipendente istituito per studiare la società spagnola, principalmente attraverso sondaggi d’opinione. Il suo nome attuale e la sua organizzazione risalgono al 1977, anche se il suo predecessore, l’Instituto de la Opinión Püblica (IOP), fu fondato nel 1963. Fin dalla sua creazione, il CIS è stato un testimone privilegiato delle enormi trasformazioni avvenute in Spagna e ha contribuito, con oltre 1.600 sondaggi d’opinione, a fornire una migliore visione della situazione sociale e politica dell’ultimo quarto di secolo.

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